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Giurisprudenza
venerdì 7 maggio 2010

Competenza Giudice Tributario anche per crediti di diversa natura

Le Sezioni Unite, con l'ordinanza di seguito riportata, ribadiscono la “giurisdizione del giudice tributario”, nonostante la presenza di taluni crediti di natura non tributaria alle volte inseriti assieme al calderone delle pretese squisitamente erariali.

I ruoli spesso contengono, come noto, anche debiti non prettamente tributari e secondo Equitalia, il contribuente dovrebbe impugnare i singoli debiti (ancorché tutti contenuti in un'unica cartella esattoriale) a seconda della natura specifica di ciascun debito (e dunque, per ipotesi, commissione tributaria, giudice ordinario, TAR contemporaneamente). Se ciò non è fatto, se dunque si impugna solamente la cartella esattoriale, afferma Equitalia, significa che la si impugna non avendo come bersaglio la natura del debito che incorpora, ma la forma esteriore dell'atto (amministrativo) incorporante (o che, in ogni caso, il giudice tributario non avrebbe competenza in merito a debiti non tributari).

Ciò porterebbe, da un lato, alla competenza del giudice amministrativo che, dall'altra, potrebbe giudicare solo per vizi dell'atto amministrativo in sé considerati.

Le Sezioni Unite risolvono gli argomenti sollevati da Equitalia con la ordinanza che di seguito si riporta:

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONI UNITE CIVILI
Ordinanza 16 - 30 marzo 2010, n. 7612

(Presidente Carbone - Relatore D'Alessandro)

Ritenuto

che la DECAM s.r.l. ha proposto ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Milano avverso il rigetto, da parte di Equitalia Esatri S.p.A., di un'istanza di rateazione del debito tributario;

che Equitalìa Esatri S.p.A. propone due identici ricorsi per regolamento preventivo di giurisdizione, invocando la giurisdizione del giudice amministrativo;

che la società contribuente non si è costituita.

Considerato

che i due ricorsi identici vanno riuniti;

che l'art. 2 del d.lgs. 31/12/92 n. 546 attribuisce alla giurisdizione tributaria «tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati»;

che, pertanto, la controversia attinente alla rateizzazione del debito tributario spetta a detta giurisdizione, avendo ad oggetto per l'appunto un debito tributario, a nulla rilevando che la decisione spettante all'Agenzia delle Entrate debba essere assunta in base a considerazioni estranee alla materia tributaria, essendo la giurisdizione attribuita in ragione esclusiva dell'oggetto della controversia;

che, del pari, è priva di rilievo la circostanza - pure valorizzata dalla ricorrente - che, potendo la rateizzazione riguardare debiti di diversa natura, il debitore debba adire giudici diversi in relazione alla diversa natura dei debiti stessi, essendo, questo, un inconveniente di fatto comune all'intera materia della riscossione mediante ruoli;

che, conclusivamente, va dichiarata la giurisdizione del giudice tributario;

che non vi è luogo a provvedere sulle spese, in difetto di attività difensiva da parte della società resistente.

P.Q.M.

la Corte, a Sezioni Unite, riunisce i ricorsi e dichiara la giurisdizione del giudice tributario.

 
 
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